Il successo di Trump si alimenta di comunicazione simbolica e si impone dove le risposte razionali non arrivano. I suoi grandi elettori sono i cristiani, non i fuori di testa. Contrapporgli un radicalismo di sinistra è controproducente. Primo di una serie di articoli
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Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.