Monitoring sulla presenza e sul posizionamento dei ristoranti italiani nelle città europee
Monitoring sulla presenza e sul posizionamento dei ristoranti italiani nelle città europee
Nel turismo tutti citano i numeri, pochi sanno davvero cosa significhino. Arrivi, presenze, spesa, occupazione, piattaforme digitali, conti satellite: le statistiche sono diventate il linguaggio obbligato del settore, ma troppo spesso vengono usate come slogan, estratte dal loro contesto, piegate a narrazioni frettolose, trasformate in verità apparenti.
Per anni abbiamo osservato la politica italiana quasi sempre dallo stesso lato: quello dell’offerta. I partiti, i leader, le coalizioni, i sondaggi, le alchimie parlamentari, i duelli televisivi, gli spostamenti di qualche decimale trasformati in profezie. Tutto visibile, tutto commentabile, tutto immediatamente consumabile. Ma sempre, in fondo, sulla superficie.
Rapporto 2026: la società toscana tra nuove fragilità, conflitti e il ruolo vitale del volontariato.
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Qual è la ragione per cui ai sondaggisti sono sfuggiti due fenomeni fondamentali: l’alta affluenza alle urne (fino a l’altro ieri si parlava di circa metà della popolazione che non avrebbe votato in eventuali elezioni, quindi c’era l’ipotesi di un’ulteriore depoliticizzazione, tanto che per stimare il risultato si è fatto largo ricorso alle due ipotesi di larga o bassa influenza) e anche l’ampio margine di vittoria del No (fino a pochi attimi prima dei risultati ufficiali c’era l’ipotesi che potesse vincere sia l’uno che l’altro, con quasi le stesse probabilità statistiche). Due macro-errori che però errori - a vedere fino in fondo le cose – errori non sono.
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