Quando ragioniamo sullo sviluppo di Roma, non fermiamoci a Roma. Non sappiamo se sarà una “global city”, o se, a nostra insaputa, lo è già; se vuole esserlo o se teme di diventarlo. Questione che rischia di allertare subito una discussione ideologica che non ci porterà da nessuna parte. Sia che Roma si pensi come “Global city”, sia che si pensi in un altro modo, ha la necessità strategica di essere al centro di un sistema territoriale più grande dei suoi, pur grandi, confini.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.