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    Il futuro delle idee liberali

    Era il 14 settembre 1998, e un dispaccio da New York riporta le parole dell’unico Clinton riuscito a diventare Presidente degli Stati Uniti: “Le questioni che io, Blair e Prodi affronteremo sono cruciali: come estendere i benefici dell’economia mondiale a tutti, e come far diffondere la democrazia di pari passo con le riforme economiche.”. Erano i tempi dell’“Ulivo Mondiale”, in uno dei suoi momenti più alti; era il tempo dell’affermazione della globalizzazione (dovuta, anzi scatenata proprio dai provvedimenti finanziari di Clinton e dall’ingresso della Cina nel WTO); era il momento in cui si celebrava la definitiva vittoria dei paesi liberi rispetto al comunismo.

    La Regina degli scacchi insegna il marketing identitario

    Ogni brand che prova a essere globale deve riuscire a creare un mito, cioè suscitare un movimento nella realtà. È quello che ha fatto la serie televisiva, che è riuscita a rendere attualissimo un gioco antico. In questo modo la radicale trasparenza del messaggio, la rottura dei confini di genere e la credibilità della storia hanno reso il prodotto di Netflix un esempio di successo.

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    Perchè i sondaggi sbagliano, la loro verità e la scoperta del pensiero politico della gente

    Alla fine ha dovuto scrivere un lungo articolo, puntuale, pungente, serratissimo, per dimostrare che no, i sondaggi non sono da buttare e che servono a tanto, a tantissimo, anzi a (quasi) tutto. Lui è Nate Silver, il più famoso guru delle previsioni elettorali, anche se lui stesso non si definisce un pollster, cioè un sondaggista, però da statistico usa i risultati dei sondaggi per fare le stime elettorale, e perciò se la materia prima (il sondaggio) non funziona, non funzionerà neppure il modello.

    L’asimmetria vincente di Biden

    Il richiamo ai “migliori angeli della nostra natura” non servì a Lincoln a evitare la guerra civile, gli servì dopo per ricostituire l’Unione degli Stati.  È proprio mantenere l’Unione era quello che gli stava soprattutto a cuore, persino più dell’abolizione della schiavitù, per cui pure aveva combattuto e poi perso la vita. Appena un anno prima aveva confessato: “Se potessi salvare l’Unione senza liberare alcuno schiavo, lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, lo farei; e se potessi salvarla liberandone alcuni e non altri, farei anche quello”.

    Bio

    Antonio PreitiEconomista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.

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