In queste settimane abbiamo visto tanti commenti sulla crisi parallela (e già questo dovrebbe far pensare) di Conte e Salvini. Gran parte dei giudizi imputa la crisi alla loro condotta tattica: hanno fatto molti errori, dicono alcuni; sono penalizzati dal sostegno al governo, sostengono altri. Congetture, naturalmente. Non che errori non li abbiano fatti, non lo si può negare, tanto sono evidenti, ma non sono la ragione essenziale del loro declino. Vogliamo elencare gli "errori" di quelli che crescono nei sondaggi? Non crescono perché non facciano "errori", crescono per un'altra ragione. Così come gli altri non declinano perché hanno fatto "errori", ma per altre ragioni. Per capirlo c'è prima bisogno di cambiare completamente la prospettiva con cui si valuta la politica.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.