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    Il consenso di Draghi e le nuove opzioni politiche

    Una riflessione sulla base di un’inchiesta di Format Research e Sociometrica svela che gli italiani non considerano l’ex banchiere centrale un tecnico, ma un fatto politico nuovo, diverso, con un’identità specifica: il 38% crede che abbia un’ispirazione di centro-destra; il 21% di centro-sinistra, ma la maggioranza relativa, 42%, ne vede un’ispirazione riformista. C’è anche un effetto Letta. Per leggere il sondaggio clicca qui.

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    Il turismo, un ministero e l’ambizione dei primi

    Il turismo ha un suo ministero. E per di più “con portafoglio”, quindi con capacità di spesa e bilancio autonomo. È quello che il “popolo del turismo” sognava, dopo l’improvvida cancellazione decretata dagli Italiani con il referendum del 1993. C’era già stata una sua reintroduzione nel Governo Berlusconi (2009), ma era “senza portafoglio”, perciò adesso il turismo ritorna all’origine, con i crismi istituzionali e la pari dignità dei ministeri più “pesanti”.

    Il futuro delle idee liberali

    Era il 14 settembre 1998, e un dispaccio da New York riporta le parole dell’unico Clinton riuscito a diventare Presidente degli Stati Uniti: “Le questioni che io, Blair e Prodi affronteremo sono cruciali: come estendere i benefici dell’economia mondiale a tutti, e come far diffondere la democrazia di pari passo con le riforme economiche.”. Erano i tempi dell’“Ulivo Mondiale”, in uno dei suoi momenti più alti; era il tempo dell’affermazione della globalizzazione (dovuta, anzi scatenata proprio dai provvedimenti finanziari di Clinton e dall’ingresso della Cina nel WTO); era il momento in cui si celebrava la definitiva vittoria dei paesi liberi rispetto al comunismo.

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